Il Morbo di Parkinson è dovuto
alla degenerazione selettiva dei neuroni dopaminergici pigmentati della substantia
nigra (SN) mesencefalica; il pigmento contenuto in tali neuroni è noto
come neuromelanina (NM).
Numerose osservazioni sperimentali (effettuate su mesencefali di pazienti
parkinsoniani) inducono ad ipotizzare che lo stress ossidativo possa essere
una causa della degenrazione tessutale osservata nel Morbo di Parkinson (MP)
a carico dei neuroni della SN. L'ipotesi dello stress ossidativo è
inoltre supportata dal fatto che la SN mesencefalica è una regione
ricca di ferro, un elemento in grado di contribuire alla formazione di radicali
liberi all'ossigeno attraverso la reazione di Fenton:
Fe [II] + H2O2 —> Fe[III]
+ OH + OH*
Inoltre la degenerazione cellulare
coinvolge i neuroni pigmentati; sebbene la struttura chimica e il ruolo della
NM non siano ancora stati definiti si suppone che il pigmento possa essere
coinvolto nella patogenesi della degenerazione dopaminergica. La NM è
in grado di legare il Fe[II] contribuendo ad un'azione antiossidante: sottrae
uno dei reagenti della reazione di Fenton e impedisce l'ulteriore formazione
di radicali all'ossigeno. A quest'azione neuroprotettiva si oppone la capacità
di rilasciare in alcune condizioni Fe[II] promuovendo la formazione di radicali
liberi all'ossigeno (fig. 1).
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L'attivitàdel gruppo
di ricerca, diretto dai professori Aime* e Bergamasco** riguarda
essenzialmente due obiettivi:
1) caratterizzazione del pigmento neuro-melaninico estratto da mesencefali
di controllo e da mesencefali di soggetti affetti da MP tramite tecniche
di spettroscopia di Ri-sonanza Magnetica Nucleare (13C
CPMAS RMN);
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2) studio in vitro di mesencefali normali e patologici
tramite la Rilassometria, una tecnica spettroscopica alla base della Riso-nanza
Magnetica Nucleare (RMN)2) studio in vitro di
mesencefali normali e patologici tramite la Rilassometria, una tecnica spettroscopica
alla base della Riso-nanza Magnetica Nucleare (RMN).
Recentemente (1) è stata confermata la natura polimerica
della NM caratterizzando alcune componenti basi del pigmento estratto da
mesencefali non patologici. L'unità base del polimero neuromelaninico
deriva dalla dopamina che può copolimerizzare con alcunigruppi ciclici
contenenti zolfo (derivanti da molecole solforate quali cisteina e glutatione),
il tutto è inglobato in una matrice glico-lipidica (2). Tale struttura
molecolare sembra avere, in condizioni normali, una notevole capacità
di sequestro nei confronti del ferro. Inoltre altri esperimenti (3) hanno
dimostrato che la NM estratta da soggetti di controllo lega il ferro sotto
forma di piccole particelle idrossilate (Fe-OH) in cui il metallo è
presente con la sua valenza più alta (Fe[III]). Si tratta di aggregati
in parte simili a quelli della ferritina, sebbene di dimensioni minori e
più irregolari. Queste particelle contenute nella NM sono pro-babilmente
sequestrate in una forma non idonea per attivare la reazione di Fenton. E'
stata quindi estratta la NM da mesencefali di pazienti parkinsoniani. Tramite
le tecniche già citate è stato evidenziato che il pigmento
ha le caratteristiche strutturali molto differenti.
La fig. 2 illustra gli spettri ottenuti con la tecnica 13C CPMAS RMN di:
a) una neuromelanina estratta dalle SN di controllo
b) una neuromelanina estratta dalle SN di soggetti affettida MP
c) una proteina estratta dal siero bovinO.

L'analisi spettroscopica 13C CPMAS RMN del composto
estratto da SN patologiche suggerisce la netta riduzione del segnale
tipico della NM normale, centrato nella zona compresa tra 110 e 160ppm.
Questo dato potrebbe essere spiegato con un processo di parziale solubilizzazione
della matrice neuromelaninica, nel corso della malattia, conseguentemente
si avrebbe la liberazione del ferro, l'attivazione della reazione
di Fenton e l'incremento dello stress ossidativo. Inoltre, la grande
somiglianza tra gli spettri b) e c) mostra che la componente principale
del pigmento estratto da mesencefali patologici è di natura
proteica. Si avrebbe pertanto la presenza di materiale proteico insolubile
e resistente alle proteasi
Un'altra tecnica recentemente utilizzata è la Rilassometria
a ciclo di campo, questa tecnica permette di ottenere profili rilassometrici
di tessuti (si tratta di analisi dei tempi di rilassamento dei protoni
dell'acqua presente nei tessuti). Con l'ausilio della Rilassometria
ci proponiamo di studiare mesencefali in diversi stadi della malattia,
per trasferire i risultati sperimentali alla RMN diagnostica.
* Dipartimento di Chimica Inorganica Fisica e dei Materiali
dell'Università degli Studi di Torino
** 1.a Clinica Neurologica dell'Università degli Studi di Torino
BIBLIOGRAFIA
1) S. Aime, M. Fasano, E. Terreno and C. J. Groombridge, Pigment Cell Research
- 1991 4, 216-221.
2) S. Aime, M. Fasano, B. Bergamasco, L. Lopiano and G. Valente, J .of Neurochemistry
- 1994 62, 369-371.
3) S. Aime, B.Bergamasco, D. Biglino, G. Diglio, M. Fasano, E. Giamello
and L. Lopiano, Biochim. Biophys. Acta, - 1997 1361 (1), 49-58
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