IL 3 DICEMBRE E’ LA GIORNATA EUROPEA DELLE PERSONE DISABILI

UN PROGRAMMA PER UN PROGETTO DI PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI DISABILI E DELLE LORO FAMIGLIE NELLA PREDISPOSIZIONE

DI INTERVENTI REGIONALI

In occasione della Giornata Europea delle persone disabili, che ricorre il 3 dicembre, le Associazioni Coordinamento Paratetraplegici del Piemonte, Associazione Italiana Assistenza Spastici (AIAS) sez. di Torino, Handicap e Sviluppo, Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (U.I.L.D.M.) sez. di Torino, Lega Nazionale per il Diritto al Lavoro degli Handicappati, componenti del Comitato Regionale per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche in Piemonte (CREBAP) e Comitato Utenti Mezzi di Trasporto Accessibili (C.U.M.T.A.), organizzano per martedì 30 novembre 1999 un'occupazione simbolica del Consiglio Regionale a Torino in Via Alfieri 15 per porre con forza all'attenzione dei Gruppi Consiliari e dei singoli Consiglieri la necessità di affrontare in tempi brevi e con risposte concrete ed efficaci la tutela dei diritti umani e civili e il rispetto delle pari opportunità dei cittadini con disabilità.

I disabili vivono tutti i giorni situazioni di discriminazione e di violazione di questi fondamentali diritti.

Tre soli esempi:

1. l'impossibilità fisica, a causa della presenza di barriere architettoniche, di accedere a determinati spazi e servizi pubblici o aperti al pubblico (scuole, anagrafi, ASL, cinema, alberghi, giardini, ecc.) o ad ambiti anche privati ma essenziali per la vita personale e sociale (luoghi di abitazione, di lavoro, di commercio, ecc.) da parte di consistenti fasce di popolazione (disabili, anziani, traumatizzati temporanei, ecc.) impone una situazione di subordinazione e svantaggio che esclude tali cittadini, direttamente o indirettamente, dall'esercizio di fondamentali diritti di partecipazione;

2. nella quasi totalità dei Comuni piemontesi e nei collegamenti tra di essi, non solo i tradizionali mezzi di trasporto su gomma, rotaia, ecc. e le rispettive infrastrutture sono del tutto inaccessibili, ma manca anche qualsiasi tipo di servizio alternativo che consenta una qualche possibilità di mobilità ai cittadini disabili, a parte qualche eccezione come a Torino. I disabili, quindi, nel migliore dei casi sono confinati e segregati all'interno del proprio comune, quando non del proprio isolato e della propria abitazione, non è loro permesso di spostarsi nei Comuni limitrofi, né tanto meno viaggiare nel territorio regionale, impedendo così ad essi di poter cogliere opportunità lavorative, abitative, turistiche, culturali, scolastiche, professionali, terapeutiche, ecc. che qualificano in modo essenziale l'appartenenza alla comunità di un dato territorio;

3. l'inadeguatezza dell'assistenza domiciliare e spesso la sua totale assenza, la mancanza di servizi di assistenza personale per disabili gravemente impediti, condannano i cittadini con handicap e le loro famiglie a terribili inferni privati fatti di abbandono, di estenuanti lotte quotidiane per la sopravvivenza ed a inenarrabili umiliazioni (provate a non essere autosufficienti e ad avere bisogno di tutto anche nelle funzioni più intime e vitali!) o, peggio, impongono un ricovero coatto in istituti e strutture, spesso anche fuori regione, dove il più delle volte la speranza più ragionevole è quella della morte fisica visto che quella sociale è già un'esperienza quotidiana.

La lotta dei disabili per un inserimento nella società, nei luoghi ordinari di convivenza e in eguaglianza di opportunità è soprattutto una lotta per l'affermazione del diritto alla vita, dei fondamentali diritti umani e civili.

VERSO LA COSTITUZIONE DELLA F.I.S.H. REGIONALE (Federazione Italiana Superamento dell’Handicap)

La riorganizzazione delle competenze regionali e l’applicazione delle norme che prevedono il decentramento attribuiscono con maggiore forza compiti specifici all’Amministrazione regionale in merito a questioni attinenti l’assistenza, la sanità, i trasporti, il lavoro, la formazione professionale. La realizzazione di interventi efficaci che garantiscano ai cittadini più deboli pari opportunità, è, prima di tutto, una scelta politica della Regione e degli enti locali che hanno il compito di attuare gli indirizzi regionali.

Pertanto, nell’attuale panorama politico-amministrativo, il principale interlocutore per chi voglia farsi portavoce di istanze collettive è la Regione ed è per questo motivo che oggi, in prossimità della giornata europee delle persone disabili che si celebrerà il giorno 3 dicembre, vogliamo porre con forza al Consiglio regionale alcune questioni già proposte in altre sedi dai Comitati e dalle Associazioni promotrici, per le quali si attende ancora una risposta, e nuove istanze emerse con l’evolversi della normativa e delle esigenze. In particolare ci preme, in qualità di rappresentanti di alcune associazioni locali, prevalentemente torinesi, che vengano affrontati dal Consiglio regionale alcuni dei tanti argomenti che, a vario titolo riguardano la disabilità e l’handicap. Rivendichiamo quindi:

Gli interventi e le scelte politiche non possono più essere realizzati senza tenere conto dei bisogni dei cittadini.

Non intendiamo più ascoltare e subire programmi e aiuti PER i disabili da chi di disabilità ne sa quel tanto che gli serve per far carriera politica, soldi e ottenere privilegi vari, mentre i problemi reali rimangono irrisolti, e tenteremo di costruire a livello regionale un'aggregazione di realtà associative che operino CON i disabili, amplificando la loro voce ed articolando insieme proposte e soluzioni, cercando di conquistare ed ottenere il ruolo di interlocutori credibili, efficaci e diretti delle Istituzioni Regionali che decidono ed attuano le politiche sull'handicap.

Al fine di ottenere un costante confronto con i livelli decisionali, politici ed amministrativi, le associazioni ed i comitati promotori di questa iniziativa, consapevoli di dover acquisire maggiore rappresentatività per essere ritenuti interlocutori a pieno titolo dell’amministrazione regionale, si impegnano a raccogliere adesioni di altre realtà locali per favorire il confronto ed arricchire il dibattito per costituire una federazione di associazioni realmente rappresentativa delle varie istanze del territorio regionale e delle problematiche inerenti la disabilità e l’handicap con l’obiettivo di costruire un modello di rivendicazione più avanzato che ponga al centro della partecipazione attiva il disabile stesso, la sua famiglia e le forme associative che essi si danno per un espressione diretta di bisogni, esigenze, richieste ma anche proposizione di valori, organizzazione di risposte, contributi qualificanti per la costruzione di una società democratica, evoluta e partecipata.

Tutto questo in un ottica più globale ed organica di collegamento con le organizzazioni e le problematiche che agiscono a livello nazionale ed europeo affinché:

  1. si rimuova ogni ostacolo che impedisce la piena integrazione sociale ed il pieno sviluppo umano delle persone con disabilità;
  2. si tenda al maggiore grado di piena autonomia di vita possibile in relazione al personale stadio di disabilità, anzitutto delle persone pluriminorate o comunque impossibilitate ad esercitare autonomamente le funzioni vitali primarie e quindi viventi in "situazioni di gravità";
  3. si prevenga la disabilità in ogni settore sociale e produttivo, anche sviluppando la ricerca scientifica e tecnologica;
  4. si renda possibile l'effettiva pari opportunità fra tutte le persone, disabili o normodotati, in relazione al pieno godimento dei diritti di cittadinanza;
  5. si promuova e si diffonda la cultura politica e sociale del valore positivo delle diversità;
  6. si promuova l'adeguamento delle normative nazionali e regionali al principio di eguaglianza di tutte le organizzazioni dei disabili e delle loro famiglie.

In occasione della prossima Giornata Europea delle persone disabili le Associazioni convenute annunciano l'inizio di un percorso che entro un anno dovrà portare a costituire la sezione piemontese della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap (F.I.S.H.), realtà organizzata a livello nazionale che vede federate le più significative esperienze associative di persone disabili.

Nei prossimi mesi, nelle città più significative del Piemonte, a partire da Torino, verranno promossi incontri e confronti per impostare forme di collaborazione e adesione al progetto.

I promotori del presente appello-denuncia vogliono contribuire a costruire società più aperte, che includano tutti i cittadini come persone che hanno dei diritti e possono offrire delle risorse, a partire dai bisogni dei più deboli ed emarginati. Società nelle quali ciascuno possa esprimersi e contare, dove le diversità non rappresentino un problema, ma risorse reali sulle quali costruire occasioni di crescita economica, culturale e politica per una convivenza civile pacifica e realmente democratica.

Il COMITATO PROMOTORE DELLA F.I.S.H. REGIONALE

 

Torino, 28/11/1999

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