Gruppo di Lavoro su
Disabilità,
Vita Indipendente e Servizi
Territoriali
(Rif.Organizzativo c/o INFORMAHANDICAP 5
C.so Cincinnato 115 - 10148 TORINO
tel. 4438520 -
4438523 - fax: 4438521)
ALCUNE
IPOTESI DI SOLUZIONE AL PROBLEMA DELLA QUALITÀ DELLA VITA DI PERSONE CON GRAVE
DISABILITÀ FISICA.
PREMESSA
L'attività del nostro gruppo ci vede impegnati
prioritariamente nella promozione di un intervento domiciliare adeguato che
consenta alla persona disabile di restare a casa propria, anche in situazioni
di grave non autosufficienza lasciando come ultima possibile soluzione
l'inserimento in qualsiasi struttura residenziale, sia essa da 5 o da 20 posti.
Per questo motivo riteniamo prioritari tutti gli interventi volti ad incrementare
gli attuali servizi già erogati e favorire una presa incarico integrata - ASL e Comuni - per tutti gli interventi di
assistenza alla persona, con uno sviluppo quantitativo e qualitativo di questi,
e prevedere anche modalità di erogazione di tali prestazioni che consentano la
gestione autonoma della propria assistenza attraverso contributi economici
sostitutivi di tutto o parte del servizio erogato dal Comune o dall'ASL.
SOLO IN ASSENZA DI ALTRE POSSIBILI SOLUZIONI BASATE
SULLA SCELTA PRIORITARIA DI FAVORIRE LA PERMANENZA AL PROPRIO DOMICILIO O
PRESSO ALTRA ABITAZIONE PROPRIA ADATTATA, OCCORRE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE
ALTRE PROPOSTE ABITATIVE.
LE SCELTE DIVERSE DALLA DOMICILIARITA' POSSONO
COMUNQUE ESSERE CONDIZIONATE, PUR IN PRESENZA DI UNA ABITAZIONE AVENTE IN SE' I
REQUISITI NECESSARI E PUR IN PRESENZA DI INTERVENTI DI DOMICILIARITA'
SOCIO-SANITARIA, DALLA GRAVITA' DELLO STATO DI NON AUTOSUFFICIENZA E DALLA
PRESENZA DI PROBLEMATICHE DI CURA DETERMINANTI LA NECESSITA' DI UNA PRESENZA
STABILE DI PERSONALE SOCIOASSISTENZIALE OD ANCHE, NEI CASI PIU' GRAVI, DI
PERSONALE SANITARIO.
1. LA
DOMICILIARITA’
Essere messi in condizione di
vivere a casa propria, da soli o con altri conviventi: questa è la soluzione preferita dai più,
anche in situazioni di grave non
autosufficienza. Tale soluzione trova tuttavia forti ostacoli ad essere
adottata, principalmente dovuti a:
-
indisponibilità o
limitata disponibilità di risorse pubbliche per l'assistenza domiciliare e per
l'assistenza alla persona
-
limiti di reddito
condizionanti gravemente la possibilità di sostenere economicamente i costi del
contributo dovuto all'Ente gestore
-
indisponibilità o
limitata disponibilità di risorse pubbliche per l'assistenza sanitaria
domiciliare (medica, infermieristica, riabilitativa)
-
indisponibilità o
difficoltà a disporre di una abitazione sufficientemente/completamente
accessibile: tale problema si pone diversamente, anche in relazione alla
possibilità concreta di effettuare interventi di adeguamento, tra chi abita in
un alloggio in affitto oppure in un alloggio di proprietà. In questi casi, spesso, la difficoltà deriva
sia da reale indisponibiltà di alloggi
(in affitto o da acquistare) nel mercato delle case di abitazione, da
indisponibilità di alloggi accessibili nella edilizia residenziale pubblica e
nei limiti di reddito che condizionano la possibilità di partecipare a bandi di
assegnazione, e, in definita, dalla difficoltà/impossibilità a disporre delle
risorse economiche necessarie per l'acquisto/l'affitto/l'adattamento
dell'abitazione.
Contro tali ostacoli sono da
rivolgere i possibili contenuti di un'azione rivendicativa, già da tempo
avviata da gruppi di lavoro e comitati.
Segnaliamo, in particolare:
-
la proposta di modifica
di legge regionale sulla residenzialità pubblica rispetto ai criteri di
assegnazione di alloggi a persone con grave disabilità fisica;
-
la proposta di legge
regionale per l'eliminazione delle barriere architettoniche;
-
la proposta di
emendamenti al DLR relativo il Piano Assistenziale, mirati ad introdurre
criteri di esenzione totale dalla partecipazione alla spesa in situazioni di
gravità per le attività essenziali per la sopravvivenza, e ad istituire
attività permanenti ed obbligatorie di domiciliarità (assistenza alla persona)
dirette a persone in condizioni di gravità;
-
le proposte di
organizzazione del servizio di assistenza domiciliare più volte espresse in
presenza dell'Assessore all'Assistenza del Comune di Torino e dei funzionari
competenti.
2. LA RESIDENZIALITA’
2.1. GRUPPI
APPARTAMENTO per disabili fisici A VALENZA SANITARIA
Si tratta di una soluzione abitativa da offrire a
convivenze di 3-4 persone con disabilità fisica grave (anche se non
necessariamente debbono essere tutte in condizioni di gravità), in normali
alloggi di proprietà pubblica o del privato sociale convenzionato/accreditato
autogestiti dagli occupanti per garantire il più possibile lo svolgimento di
una vita normale.
Le persone disabili adulte con grave disabilità fisica
cui viene offerta la possibilità di fruire di
Gruppi appartamento debbono avere esperito, senza successo, ogni altra
forma di intervento di domiciliarità, e dovranno essere prive di altre
soluzioni abitative.
Pure situazioni non modificabili in breve nei rapporti
intrafamigliari condizionanti negativamente la presenza della persona disabile
nella vita di relazioni normali, o l'assenza di famigliari od altra persona
convivente che possa rappresentare un possibile sostegno per la persona
disabile possono consigliare l'opportunità di accedere a tale forma di
residenzialità.
Inoltre, debbono essere presenti condizioni fisiche
determinanti una grave non autosufficienza nell'espletare le cosiddette ADL,
condizione questa determinante la necessità di una presenza continuativa
nell'arco delle ore non dedicate al sonno di almeno una ADEST, coadiuvata da una COLF per attività di gestione
domestica e preparazione dei pasti..
Le condizioni di salute, peraltro, non debbono essere
tali da determinare la necessità della presenza continuativa (24 ore) di
personale socioassistenziale né la
presenza continuativa di personale sanitario infermieristico.
L'accesso del personale sanitario (medico, infermieristico e di
riabilitazione) va programmato, su iniziativa del Distretto sanitario, in
relazione alle diverse esigenze di salute degli ospiti.
Dal punto di vista strutturale, i Gruppi appartamento debbono garantire ad ogni ospite una stanza
propria e disporre di doppi servizi, di cucina e di sala comune.
Va prevista la possibilità di convivenza anche tra
coppie di persone disabili fisiche in condizioni di gravità.
Stante la particolare tipologia degli ospiti, va
riconosciuta la valenza sanitaria di tale struttura: nulla pertanto è dovuto
dagli ospiti come contribuzione alla spesa alberghiera, fatto salvo quanto
previsto in futuro dal c.d.
sanitometro.
Vanno previsti almeno due gruppi appartamento in ogni
distretto sanitario di base.
2.2. COMUNITA'
ALLOGGIO per disabili fisici A
VALENZA SANITARIA
Si tratta di soluzione abitativa da offrire a 6-8
persone (più 2 posti per situazioni di emergenza) con disabilità fisica grave
in normali alloggi di proprietà
pubblica o del privato sociale convenzionato/accreditato.
Ferme restando le indicazioni condizionanti l'accesso
riportate precedentemente rispetto ai gruppi appartamento, l'ospite delle
Comunità alloggio sanitarie è persona con grave disabilità fisica determinante
condizioni di grave limitazione od assoluta non autosufficienza
nell'espletamento delle ADL e presenza di patologie croniche che necessitino di
cure continue e determinino la necessità di una presenza continua (24 ore) di
personale socioassistenziale (ADEST coadiuvato da COLF) e presenza di personale
sanitario nelle ore dedicate al sonno, con una intensità e frequenza degli
accessi più rilevante rispetto a quanto previsto nel caso dei Gruppi
appartamento, ed in relazione alla complessità della patologie degli ospiti.
La responsabilità della gestione della struttura va
attribuita al Distretto sanitario di base ov'è ubicata, che attiverà i
programmi di intervento d'intesa con l'ente gestore dei servizi
socioassistenziali.
Anche in questo caso, ogni ospite deve poter disporre
di una propria stanza, con bagno attrezzato in comune con altro ospite. Deve
essere disponibile una cucina ed una sala comune polivalente.
La presenza di un bagno attrezzato con vasca apposita
(utilizzabile sui tre lati) è da considerarsi utile anche se non indispensabile
qualora i bagni presenti siano attrezzati con i necessari ausili.
Anche in questo caso, va prevista la possibilità di
presenza di coppie di persone con disabilità fisica in condizione di gravità.
Anche in questo caso va riconosciuta la valenza
sanitaria della struttura e quindi l'esenzione da ogni obbligo di contribuzione
alla spesa alberghiera, ferma restando l'eventuale partecipazione alla spesa
sanitaria prevista dal c.d. sanitometro.
Va prevista almeno una comunità alloggio sanitaria in
ogni distretto sanitario di base.